La Lepre e la Tartaruga: La Gara nel Bosco
Una lepre troppo sicura di sé sfida una tartaruga lenta a una corsa, imparando che la calma e la costanza vincono sempre.
"Guarda come corro!", gridava sfrecciando tra i cespugli, "Nessuno può battermi!".
Un giorno, stanca di sentire i suoi vanti, la Tartaruga sollevò la testa dal guscio e disse con un sorriso calmo: "Io ti sfido a una corsa fino alla Grande Quercia".
La Lepre scoppiò a ridere così forte che quasi le caddero le orecchie: "Tu? Ma se ci metti un'ora per fare un passo!".
Il giorno della gara, tutti gli animali si radunarono per fare il tifo.
Al segnale del gufo, la Lepre partì come una freccia, alzando una nuvola di polvere.
Dopo pochi minuti, si voltò e vide che la Tartaruga era ancora vicina alla linea di partenza.
"Che noia!", pensò la Lepre, "Ho così tanto vantaggio che posso fare un pisolino sotto questo cespuglio di carote".
Si sdraiò sull'erba morbida e si addormentò profondamente, sognando la sua medaglia d'oro.
Intanto la Tartaruga, un passetto dopo l'altro, continuava a camminare.
Non si fermò a guardare le farfalle e non si sedette a riposare.
Sotto il sole caldo, la sua corazza sembrava un po' pesante, ma lei ripeteva tra sé: "Un passo e poi un altro, arriverò alla meta".
Piano piano, superò il cespuglio dove la Lepre stava rullando per il sonno, senza fare il minimo rumore per non svegliarla.
Quando un raggio di sole colpì il naso della Lepre, lei si svegliò di soprassalto.
"Oh no, che ora è?", esclamò guardandosi intorno.
Corse più veloce che poteva, con le zampe che sembravano ali, ma quando arrivò alla Grande Quercia, trovò la Tartaruga che la aspettava tranquillamente mangiando una foglia di lattuga.
Tutti gli animali gridavano: "Evviva la Tartaruga!".
La Lepre, un po' imbarazzata, capì che non serve correre forte se poi ci si ferma a metà, perché chi va piano e con impegno arriva sempre lontano.