Pinocchio e il Grillo Parlante
Un burattino di legno vive mille guai prima di imparare a essere un bambino buono e sincero.
Appena finito, il burattino aprì gli occhi e disse: "Ciao, papà!".
Geppetto, felicissimo, lo chiamò Pinocchio.
Ma Pinocchio era un po' monello e invece di andare a scuola vendette il suo abbecedario per andare a vedere il teatro delle marionette.
Lì incontrò un Grillo Parlante che gli diceva: "Attento Pinocchio, segui la buona strada!", ma il burattino non lo ascoltava.
Lungo la strada, Pinocchio incontrò il Gatto e la Volpe, due imbroglioni che lo convinsero a sotterrare le sue monete d'oro nel "Campo dei Miracoli", dicendo che sarebbe cresciuto un albero pieno di soldi.
Naturalmente le monete sparirono e Pinocchio rimase solo e triste.
All'improvviso apparve la Fata Turchina con i suoi capelli color del cielo.
"Perché non sei a scuola?", chiese la fata.
Pinocchio disse una bugia e...
ZAC! Il suo naso di legno iniziò a crescere così tanto che non riusciva più a girarsi nella stanza!
Pinocchio pianse e promise di non dire più bugie.
La Fata, con un sorriso, gli accorciò il naso e lo mandò a cercare Geppetto.
Ma il burattino finì nel "Paese dei Balocchi", dove i bambini giocavano tutto il giorno senza studiare mai.
Per punizione, a Pinocchio crebbero delle lunghe orecchie da asinello! Scappando, finì in mare e fu inghiottito da una balena gigante.
Dentro la pancia buia della balena, Pinocchio ritrovò finalmente il suo povero papà Geppetto, che lo stava cercando da mesi.
Con un grande coraggio, Pinocchio si caricò Geppetto sulle spalle e uscì dalla bocca della balena mentre questa faceva un grande sbadiglio.
Una volta a riva, si prese cura del suo papà ogni giorno, lavorando sodo e studiando con impegno.
La Fata Turchina, vedendo quanto il burattino fosse diventato buono e coraggioso, lo toccò con la sua bacchetta magica.
Pinocchio si guardò le mani: non erano più di legno, ma di pelle morbida! Era diventato un bambino vero, il più felice di tutto il mondo.