La Cicala e la Formica: Un Inverno al Caldo
Una cicala canterina impara che bisogna lavorare, mentre una formica scopre la bellezza della musica.
"Com'è bella la vita!", diceva agli amici insetti.
Sotto di lei, una piccola Formica passava tutto il tempo a trasportare chicchi di grano e briciole di biscotto fino alla sua casetta sottoterra.
"Perché non ti riposi un po'?", chiedeva la Cicala ridendo.
"L'inverno arriverà presto," rispondeva la Formica senza fermarsi, "e io devo fare scorta di cibo".
La Cicala continuò a cantare finché le foglie degli alberi non diventarono gialle e rosse.
Quando arrivò il primo freddo e la neve iniziò a coprire i prati, la Cicala non trovò più nulla da mangiare.
Aveva i brividi e la pancia vuota.
Allora si ricordò della Formica e andò a bussare alla sua porta: Toc, toc.
"Cara amica Formica, ho tanto freddo e fame, puoi aiutarmi?", chiese con un filo di voce.
La Formica aprì la porta e vide la povera Cicala tutta tremante.
Inizialmente voleva sgridarla, ma poi vide la sua chitarra e pensò a quanto le sue canzoni avessero allietato le calde giornate di lavoro.
"Entra pure," disse la Formica, "nella mia tana c'è posto per tutti".
Le offrì una zuppa di grano calda e un lettino di muschio morbido.
La Cicala ringraziò con tutto il cuore e, per sdebitarsi, iniziò a suonare una melodia dolcissima.
Tutte le formichine si radunarono intorno al fuoco per ascoltare la musica della Cicala.
Quell'inverno passò velocemente tra balli, canti e buon cibo.
La Cicala imparò che è importante prepararsi per il futuro, ma la Formica capì che la musica e l'allegria sono importanti quanto il cibo, perché scaldano l'anima quando fuori c'è la neve.
E l'anno dopo, lavorarono e cantarono tutte insieme sotto il sole dell'estate.